Erri De Luca e l’appello per la riapertura della spiaggia e della Grotta dell’ Arenauta (Gaeta) chiuse con ordinanza sindacale per pericoli di crollo.

Scesi circa duecento scalini, la spiaggia dell’ Arenauta, ultima libera del litorale, offre al mare Tirreno un arresto gentile. D’ inverno libeccio e tramontana gonfiano le onde e fanno il chiasso più antico del pianeta. Lo descrivono i versi iniziali del libro Genesi | Bereshit: "E vento di Elohim svolazza sopra i volti delle acque". E’ rumore di trottola del mondo che si avvita su se stesso e solleva le creste di gallo delle onde. Chi scende a una spiaggia solitaria lo ritrova.

La grotta a prima vista non si svela, sta dietro un’alta duna. In cima la scopri, una caverna rosa, arancio,bianca, secondo le luci che s’infilano. Sono stato un assiduo spolveratore con le dita della sua superficie. Ho toccato quasi tutti i centimetri dei suoi strapiombi. Ho progredito sui gradi di difficoltà della sua roccia allisciata in un’età imprevista, dopo i cinquanta. Ho imparato a sfruttare le più impensate occasioni d’incastro per il piede nelle sue nicchie, nelle cavità.

Su un passaggio di tetto, più volte si è sfilata la scarpa mandandomi a piede nudo in catena. Così ho imparato a scalare anche scalzo nella grotta dell’Arenauta. So che nessun appiglio, appoggio, presa, colonnetta che ho forzato, ha ceduto. La tenuta di quella roccia è perfetta per affidamento.

L’ ordinanza dell’autorità locale che la dichiara pericolante, ignora l’ esistenza prima ancora della consistenza della sua pietra. La spiaggia dell’Arenauta, la sua grotta, devono tornare libere e aperte a chi da sempre le gode e vuole continuare a farlo.

Erri De Luca

>> Grotta dell’Arenauta: si spera nella riapertura della falesia

>> Petizione internazionale degli arrampicatori a favore della spiaggia dell’Arenauta

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